OpenAI collabora con Broadcom per creare chip AI personalizzati

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OpenAI sta collaborando con Broadcom per progettare e implementare chip AI personalizzati, segnando un passo significativo nella corsa al controllo dell’hardware che alimenta la prossima generazione di intelligenza artificiale. La mossa segnala una tendenza crescente delle aziende tecnologiche a investire pesantemente nello sviluppo interno di chip per ottimizzare le prestazioni e ridurre la dipendenza da fornitori di terze parti come Nvidia.

Perché è importante: la corsa all’hardware AI è iniziata

Per anni Nvidia ha dominato il mercato dei chip per l’addestramento all’intelligenza artificiale. Ma OpenAI, insieme ad altri giganti della tecnologia, sta ora perseguendo in modo aggressivo l’integrazione verticale, progettando il proprio hardware per adattarlo al proprio software. Questo è fondamentale perché i chip personalizzati possono essere ottimizzati specificamente per i modelli di intelligenza artificiale di OpenAI, sbloccando potenzialmente miglioramenti prestazionali che le soluzioni standard non possono offrire.

La partnership vedrà OpenAI progettare le architetture dei chip e Broadcom gestirne la produzione e l’implementazione. Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha sottolineato la necessità di “sbloccare il potenziale dell’intelligenza artificiale” controllandone l’infrastruttura fondamentale. Il presidente di Broadcom, Charlie Kawwas, ha evidenziato l’integrazione delle loro soluzioni di rete, che consentirà a OpenAI di scalare i suoi cluster AI in modo efficiente.

Il contesto più ampio: un ecosistema di accordi

Questa collaborazione segue una serie di investimenti di alto profilo in OpenAI. Nvidia ha recentemente impegnato 100 miliardi di dollari per costruire 10 gigawatt di data center per OpenAI e AMD ha scambiato 160 milioni di dollari in azioni affinché OpenAI acquisti 6 gigawatt dei prossimi chip MI450.

Questi accordi dimostrano l’enorme capitale che confluisce nelle infrastrutture dell’intelligenza artificiale, anche se alcuni osservatori del settore avvertono di una potenziale “bolla dell’intelligenza artificiale”. La natura interconnessa di queste partnership – aziende che acquistano l’una dall’altra, facendo salire le valutazioni – solleva interrogativi sulla sostenibilità. Tuttavia, la domanda di fondo per la potenza di elaborazione dell’intelligenza artificiale rimane forte.

Dettagli chiave della partnership

  • OpenAI progetterà gli acceleratori AI (hardware specializzato per calcoli complessi).
    – Broadcom produrrà e distribuirà tali chip, sfruttando i suoi prodotti di connettività Ethernet, PCIe e ottica.
  • L’obiettivo è creare un’infrastruttura IA ad alte prestazioni e ottimizzata in termini di costi.

“Lo sviluppo dei nostri acceleratori si aggiunge al più ampio ecosistema di partner che costruiscono la capacità necessaria per spingere la frontiera dell’intelligenza artificiale a beneficio di tutta l’umanità.” — Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI

La partnership consentirà a OpenAI di perfezionare il proprio hardware per allinearsi ai suoi modelli di intelligenza artificiale all’avanguardia, che attualmente includono ChatGPT (800 milioni di utenti attivi settimanali) e il nuovo modello video generativo Sora 2.

Questa mossa strategica consente a OpenAI di competere in modo più efficace nel panorama dell’intelligenza artificiale in rapida evoluzione. Il successo di questa collaborazione dipenderà dalla capacità di OpenAI di fornire miglioramenti tangibili delle prestazioni rispetto alle soluzioni esistenti, affrontando i rischi associati allo sviluppo interno di chip.