Un numero crescente di paesi si sta muovendo per vietare o limitare gravemente l’accesso dei minori alle piattaforme di social media, segnando un cambiamento significativo nel modo in cui i governi stanno affrontando i danni percepiti di queste tecnologie. Questa tendenza ha iniziato a prendere slancio alla fine del 2023, con l’Australia in prima linea, che ha implementato il primo divieto globale al mondo per gli utenti sotto i 16 anni. Questa azione viene ora osservata attentamente ed emulata dalle nazioni di tutto il mondo.
Perché è importante: una risposta alle crescenti preoccupazioni
L’aumento dei divieti non è arbitrario. Si tratta di una risposta diretta alle prove crescenti che collegano l’uso dei social media all’aumento dei tassi di cyberbullismo, dipendenza, problemi di salute mentale (tra cui ansia e depressione) e all’esposizione a comportamenti predatori tra i giovani. Il dibattito sul ruolo dei social media nel modellare lo sviluppo degli adolescenti ha raggiunto un punto critico, spingendo i governi a intraprendere azioni decisive.
Paesi che implementano o prendono in considerazione divieti
Ecco una ripartizione delle nazioni che perseguono attivamente restrizioni:
- Australia: nel dicembre 2025 ha implementato un divieto su piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok e X per gli utenti sotto i 16 anni, con sanzioni fino a 34,4 milioni di dollari per le aziende che non rispettano le norme. La verifica dell’età è una componente chiave dell’applicazione.
- Danimarca: ha ottenuto il sostegno parlamentare per il divieto di accesso ai social media ai minori di 15 anni, con una legislazione che potrebbe entrare in vigore entro la metà del 2026. È inoltre in fase di sviluppo un’app di “prove digitali” con strumenti di verifica dell’età.
- Francia: nel gennaio 2026 ha approvato un disegno di legge che vieta i minori di 15 anni, sebbene richieda l’approvazione del Senato prima dell’approvazione finale. Il presidente Macron ha sostenuto pubblicamente la misura volta a ridurre il tempo eccessivo davanti allo schermo.
- Germania: I legislatori conservatori hanno proposto un divieto per i minori di 16 anni, ma i partner della coalizione rimangono titubanti. La discussione sottolinea le complessità politiche legate all’attuazione di tali restrizioni.
- Grecia: sarebbe prossima ad annunciare il divieto per i minori di 15 anni.
- Indonesia: prevede di vietare ai bambini sotto i 16 anni l’utilizzo di piattaforme come YouTube, TikTok, Facebook e Instagram.
- Malesia: ha annunciato l’intenzione di vietare i social media ai minori di 16 anni quest’anno.
- Slovenia: sta elaborando una legislazione per vietare l’accesso ai minori di 15 anni, concentrandosi su piattaforme come TikTok, Snapchat e Instagram.
- Spagna: Annunciata una proposta di divieto per i minori di 16 anni, in attesa dell’approvazione parlamentare. Inoltre, il governo cerca di ritenere i dirigenti dei social media personalmente responsabili dei discorsi di incitamento all’odio.
- Regno Unito: sta valutando un divieto per i minori di 16 anni, con consultazioni in corso con genitori, giovani e società civile.
Il dibattito su efficacia e privacy
Sebbene molti governi stiano spingendo avanti, l’approccio non è esente da critiche. Amnesty Tech e altre organizzazioni sostengono che i divieti totali sono inefficaci e ignorano il modo in cui i giovani utilizzano effettivamente Internet. Inoltre, sono state sollevate preoccupazioni riguardo alle implicazioni sulla privacy dei metodi invasivi di verifica dell’età e al potenziale intervento eccessivo del governo.
Il futuro della regolamentazione dei social media
Questa ondata di divieti suggerisce un crescente consenso globale sul fatto che le attuali piattaforme di social media comportano rischi significativi per i bambini. Resta da vedere l’efficacia di queste misure, ma è chiaro che i politici non sono più disposti a restare a guardare mentre gli effetti negativi dei social media sui giovani restano incontrollati.
I prossimi anni saranno cruciali per determinare se questi divieti riusciranno a proteggere i minori o se alla fine si riveleranno inapplicabili e inefficaci.
