Il romanzo horror è stato ritirato dopo che A.I. Accuse

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Hachette Book Group ha cancellato il prossimo romanzo horror Shy Girl tra le crescenti preoccupazioni che l’intelligenza artificiale sia stata ampiamente utilizzata nella sua creazione. La decisione arriva dopo le crescenti accuse e richieste online da parte del New York Times riguardo alle origini del libro.

La cancellazione

La casa editrice Orbit di Hachette ha annunciato che avrebbe interrotto la pubblicazione del romanzo, originariamente prevista per questa primavera, a seguito di una revisione interna. Il libro è già stato rimosso sia da Amazon che dal sito web di Hachette. Anche l’edizione britannica, che ha venduto 1.800 copie, verrà interrotta.

L’editore ha dichiarato il suo fermo impegno nei confronti della paternità originale e richiede che i contributi siano interamente opera dell’autore, con l’esplicita divulgazione di qualsiasi A.I. utilizzare durante il processo di scrittura. Questa mossa sottolinea una più ampia preoccupazione del settore riguardo al crescente utilizzo dell’A.I. nella scrittura creativa.

Risposta dell’autore

Mia Ballard, l’autrice di Shy Girl, nega con veemenza l’uso diretto dell’A.I. nel processo di scrittura. In un’e-mail a The Times, afferma che un editore da lei assunto per una versione autopubblicata del romanzo ha utilizzato l’A.I. a sua insaputa.

Ballard afferma che la controversia ha avuto un grave impatto sul suo benessere e sulla sua reputazione, e sta portando avanti un’azione legale, anche se ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli su come A.I. è stato utilizzato in fase di editing.

Implicazioni più ampie

Questo incidente evidenzia le sfide che gli editori devono affrontare nel verificare la paternità nell’era dell’intelligenza artificiale avanzata. strumenti di scrittura. La capacità di generare testi coerenti, se non originali, solleva interrogativi sul futuro dell’integrità letteraria e sulla necessità di procedure di controllo più solide.

La cancellazione di Shy Girl è un avvertimento sia agli autori che agli editori: trasparenza sull’A.I. l’assistenza non è più facoltativa, ma una necessità per mantenere la fiducia nel processo creativo.