Mercoledì una giuria californiana ha emesso un verdetto significativo, ritenendo Meta (la società madre di Instagram) e Google (Alphabet) finanziariamente responsabili della progettazione di piattaforme di social media che creano dipendenza e che danneggiano consapevolmente i bambini. La sentenza potrebbe costituire un precedente per casi simili che prendono di mira aziende tecnologiche per il loro impatto sulla salute mentale dei giovani.
La sentenza e i danni
La giuria ha ritenuto sia Meta che Google negligenti nel creare piattaforme che contribuivano a problemi di salute mentale nei giovani utenti. Le società devono pagare congiuntamente 3 milioni di dollari di risarcimento danni, con Meta che copre il 70% e Google il 30%. Ulteriori danni punitivi sono ancora allo studio. Sia Meta che Google hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello contro la decisione, contestando i risultati.
Il caso: KGM contro i giganti della tecnologia
La causa è stata intentata da una donna di 20 anni, identificata come KGM (Kaley), la quale ha affermato che Instagram e YouTube sono stati deliberatamente progettati per massimizzare il coinvolgimento degli utenti, portandola alla dipendenza. Il caso era incentrato sulle scelte progettuali delle piattaforme, inclusi gli algoritmi di raccomandazione, e su come questi hanno influenzato la sua salute mentale. KGM ha testimoniato che la sua dipendenza dai social media ha contribuito a grave dismorfismo corporeo, depressione e pensieri suicidi.
Meta e Google hanno negato le accuse, ma la giuria ha stabilito che la loro negligenza era un “fattore sostanziale” nei danni alla salute mentale di KGM.
Implicazioni più ampie
Questo verdetto non è isolato. Una giuria del New Mexico ha recentemente imposto sanzioni da centinaia di milioni contro Meta per aver consentito lo sfruttamento sessuale dei minori e aver ingannato i consumatori sulla sicurezza della piattaforma. Il caso in California arriva dopo che TikTok e Snap hanno risolto casi simili a gennaio prima del processo.
“L’era dell’invincibilità delle Big Tech è finita”, afferma Sacha Haworth di The Tech Oversight Project, segnalando un cambiamento nel controllo pubblico e legale delle aziende tecnologiche.
Testimonianza e difese esecutive
Durante il processo, dirigenti di alto rango di Meta e Google hanno difeso le loro piattaforme, tra cui il CEO Mark Zuckerberg e il capo di Instagram Adam Mosseri. Mosseri ha respinto l’idea dei social media definendola clinicamente avvincente, definendo tali descrizioni “problematiche”. La decisione della giuria, tuttavia, contraddice queste argomentazioni.
La sentenza invia un messaggio chiaro: le aziende tecnologiche possono essere ritenute responsabili della natura di dipendenza dei loro prodotti e del danno che infliggono agli utenti vulnerabili. Si prevede che questo caso rafforzerà le future cause legali e imporrà una maggiore trasparenza nelle pratiche di progettazione dei social media.






























