La fecondazione in vitro (IVF) è un processo complesso ed emotivamente drenante. Per molti, è un ciclo incessante di iniezioni, esami del sangue ed ecografie, ma la vera sfida sta nel gestire il costo psicologico. Un individuo si è appoggiato a ChatGPT durante il suo percorso di fecondazione in vitro di due anni, sfruttando l’intelligenza artificiale come strumento supplementare per informazioni e supporto emotivo.
Il carico emotivo della fecondazione in vitro
La difficoltà principale della fecondazione in vitro non sono le procedure mediche ma la travolgente tensione emotiva. I pazienti spesso esitano a discutere apertamente le loro difficoltà, creando la necessità di una guida discreta e accessibile. È qui che è intervenuto ChatGPT, fornendo una fonte di informazioni prontamente disponibile senza l’onere finanziario di ripetute consultazioni cliniche. Sebbene non sostituisca la consulenza medica, ha offerto uno spazio per elaborare domande e comprendere una terminologia complessa.
Fasi iniziali: comprendere il processo
Durante il primo ciclo di fecondazione in vitro, ChatGPT è stato utilizzato per decifrare gli acronimi, le tempistiche e le procedure generali. L’utente ha sottolineato che queste informazioni sono state sempre verificate con il proprio medico, riconoscendo il potenziale di inesattezze dell’IA. Uno dei primi errori di calcolo riguardava la previsione di ChatGPT del numero di cicli necessari per ottenere embrioni vitali, un fattore cruciale, soprattutto per coloro che affrontano un declino della fertilità legato all’età.
Approfondimenti basati sui dati nel secondo ciclo
Nel secondo ciclo l’approccio si è evoluto. L’utente ha cambiato clinica e ha ottenuto un migliore accesso ai dati grezzi delle analisi del sangue e degli ultrasuoni, che ha inserito in ChatGPT. Ciò è stato fatto con cautela, escludendo informazioni identificative per proteggere la privacy. L’intelligenza artificiale è stata utilizzata per analizzare i tassi di crescita dei follicoli, i livelli ormonali e prevedere i risultati del recupero degli ovociti. Anche se le previsioni di ChatGPT non erano sempre precise (stimando 12-14 uova quando ne venivano recuperate 11), fornivano preziose informazioni sui risultati attesi.
Decodifica dei test genetici
ChatGPT ha svolto un ruolo nell’interpretazione dei risultati dei test genetici sugli embrioni (PGT). L’intelligenza artificiale ha contribuito ad abbattere la probabilità di successo dell’impianto, chiarendo che le probabilità erano per embrione anziché cumulative. Ciò ha consentito un processo decisionale informato riguardo alla selezione degli embrioni, fino a prendere in considerazione anche gli embrioni di grado inferiore.
Dati medici e rischio legato all’intelligenza artificiale
L’uso di ChatGPT con dati medici personali solleva problemi di privacy. L’utente ha riconosciuto i rischi derivanti dall’inserimento di informazioni sensibili nel sistema, soprattutto date le politiche sui dati in evoluzione di OpenAI. Il passaggio di Sam Altman dall’opporsi agli annunci in ChatGPT all’implementarli evidenzia il potenziale di sfruttamento commerciale dei dati degli utenti. L’articolo sottolinea il trattamento dei chatbot IA come ambienti pubblici per salvaguardare le informazioni personali.
Approfondimenti medici inaspettati
In un caso, ChatGPT ha identificato un leggero aumento dell’ormone stimolante la tiroide (TSH) dell’utente, un dettaglio inizialmente trascurato dal medico. Ciò ha portato a una prescrizione di levotiroxina, dimostrando il potenziale dell’intelligenza artificiale nel rilevare sottili anomalie. Tuttavia, l’utente ha anche sperimentato un sovraccarico di informazioni, alla fine si è disconnesso dai gruppi di supporto IVF per riconquistare spazio mentale.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella fertilità: un approccio misurato
L’intelligenza artificiale nella fecondazione in vitro si sta evolvendo rapidamente. L’esperienza dell’utente ne evidenzia le potenzialità come strumento supplementare per comprendere le procedure, interpretare i dati e gestire le aspettative. Tuttavia, l’articolo sottolinea l’importanza della cautela: ChatGPT non è un medico, le sue previsioni non sono infallibili e i dati medici personali sono vulnerabili. Alla fine, il risultato di maggior successo è arrivato dall’arrendersi al processo biologico dopo aver sfruttato l’intelligenza artificiale per un processo decisionale informato.
Il viaggio dimostra che, sebbene l’intelligenza artificiale possa migliorare il trattamento di fecondazione in vitro, non dovrebbe sostituire la guida medica professionale. Il corpo umano rimane imprevedibile e la vera misura del successo sta nel fidarsi della biologia e delle intuizioni basate sui dati.






























