Martedì il governo ha agito. È stata approvata una modifica al Regolamento generale della circolazione che introduce nuovi obblighi per gli utenti di dispositivi di mobilità personale, principalmente scooter elettrici. Due cose saltano all’occhio. Ora devi avere 15 per guidarne uno. E hai bisogno di un casco**. Ovunque in Spagna. Questo non era solo un capriccio; faceva parte di una più ampia spinta alla sicurezza da parte del Ministero dell’Interno e della DGT per proteggere gli “utenti vulnerabili”.
Un termine fantasioso. Significa persone che camminano. Pedali che girano. Motociclette che scoppiettano. Chiunque non abbia acciaio tra sé e un muro.
Anche le regole si fanno più severe. Tieni le luci accese di notte o quando arriva la nebbia. Indossa anche indumenti riflettenti. Se fai un pasticcio, il conto arriverà a 200 euro. Non male per un breve salto al negozio di alimentari. Perché cambiare? Il Ministero sostiene che le norme attuali risalgono a vent’anni fa, reliquie di un’era di traffico più semplice e meno congestionata. Hanno bisogno di un aggiornamento. O almeno così sostengono.
Un insieme di regole per dominarle tutte
Prima d’ora? Caos. O almeno varietà. Le città hanno deciso i propri limiti di età e l’obbligo del casco. Madrid potrebbe differire dal Barcellona, che a sua volta differiva dal Valencia. Il governo vuole l’uniformità adesso. Un quadro nazionale unico.
Sta fermentando. La DGT si lamenta da anni della mancanza di regole uniformi, citando l’aumento dell’utilizzo urbano e le statistiche sugli incidenti che nessuno ama guardare direttamente. Volevano chiarezza. Ora ce l’hanno.
Non solo scooter
Lo sentono anche i motociclisti. I guanti ora sono obbligatori. Lo stesso vale per le calzature chiuse. Niente più sandali in bicicletta. Nessuna mano nuda che afferra il manubrio.
Anche gli automobilisti hanno i compiti. Il sorpasso dei ciclisti diventa sempre più severo. Rallentare. Lasciare la distanza laterale. Se c’è più di una corsia? Spostarsi completamente in quello adiacente se il traffico lo consente. Nessuna tessitura. Togliti di mezzo.
Le situazioni di emergenza adesso hanno bisogno di corridoi, per la neve, per gli ingorghi, per le ambulanze che non possono fermarsi ai semafori.
Risolve tutto? Probabilmente no. Il traffico è disordinato. Le persone ignorano le leggi. Ma ora il quadro è più rigido e le multe bruciano di più. Il limite di età è fissato. Il casco è sulla tua testa. Cosa succede quando dimentichi?
La strada lo dirà.





























